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Le famiglie patrizie di epoca romana vivevano nelle domus, abitazioni cittadine su un solo piano, con una serie di ambienti di rappresentanza (il tablinum), di servizio (le alae) e stanze da letto (cubicula) disposti attorno all’atrium, un cortile centrale con una vasca collegata a una cisterna sotterranea per la raccolta dell’acqua piovana (l’impluvium). Sul retro della domus trovavano spazio piccoli orti domestici che, a partire dal III secolo a.C., con l’espansione del dominio di Roma sul Mediterraneo, si trasformarono in peristili, cortili porticati riccamente decorati da fontane con giochi d’acqua e alberi da frutto.