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Gli antichi florentini, prima della costruzione dell’acquedotto, si rifornivano d’acqua da un pozzo pubblico sotterraneo, al quale si accedeva da un porticato sul lato nord del foro. Una lunga scalinata raggiungeva un bacino alimentato dalla falda e sorvegliato da una divinità fluviale, rappresentata su un bassorilievo fissato a una delle pareti. Il dio barbato, appoggiato a una roccia, regge un vaso da cui sgorga l’acqua e un ramo con lunghe foglie, e rappresenta, probabilmente, l’Arno. La posizione in prossimità del Foro assegna alla fonte un particolare valore simbolico, forse di devozione pubblica o privata nei confronti del fiume.