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Dal III secolo a.C., con l’introduzione di adattamenti latini di tragedie e commedie greche e delle atellane, rappresentazioni a carattere comico e satirico originali della Campania, nelle città romane sorsero decine di edifici teatrali e fecero la loro comparsa nuove professioni, il poeta drammatico, l’architetto e pittore di scena e l’attore, il quale recitava indossando maschere di legno o di tela che ricoprivano l’intera testa ed erano fornite di capelli posticci. Le maschere presentavano i tratti somatici dei personaggi rappresentati e servivano anche da megafono, ampliando la voce dell’attore nel corso della recitazione.